Capitolo 1 – Il commissario Giulio Santoro

Il commissario Giulio Santoro arrivò nel cortile di palazzo Ferri, uno dei più antichi edifici del centro storico di Porto San Michele. Un tempo apparteneva a una famiglia di armatori; oggi quel grande spazio interno era condiviso da pochi nuclei che da decenni conoscevano le abitudini gli uni degli altri.

Gli uomini della Scientifica avevano già delimitato l’area e il medico stava completando il primo esame del corpo. La Mercedes grigia era rimasta con il motore spento e il conducente ancora seduto al posto di guida.

Santoro osservò la scena. Preferiva guardare i luoghi perché spesso erano proprio i particolari più insignificanti a suggerirgli una direzione diversa da quella più evidente.

Il medico legale gli andò incontro, sfilandosi i guanti. «Non ci sono segni evidenti di violenza», disse. «A un primo esame sembrerebbe un arresto cardiaco. Considerata l’età, è l’ipotesi più probabile.»

Santoro non rispose. Esaminò l’automobile, il volto dell’uomo piegato sul volante e infine il cortile.

«L’autopsia la faremo comunque.»

Il medico lo guardò con un’espressione interrogativa. «Ha qualche motivo particolare per dubitare?» «No, ma preferisco disporla in tutti i casi.» Tutto confermava la pista di una morte naturale.

Poco più in là, raccolti sotto il porticato, i familiari guardavano il lavoro degli investigatori a distanza composta. Santoro li osservò per un istante, quanto bastava per cogliere un particolare: nessuno parlava con gli altri. Erano vicini, ma ciascuno sembrava chiuso in se stesso, come se quella morte avesse interrotto qualcosa che si era incrinato molto tempo prima.

Chiamò l’agente che aveva raccolto le prime informazioni. «Chi ha trovato il corpo?» «La signora Rosa Mancini, commissario. Ha visto la macchina dal balcone e ha dato l’allarme.»

Santoro annuì. Forse si trattava davvero di un infarto, il caso più semplice da chiudere. Gli restava, però, la sensazione che quel cortile custodisse una storia ben diversa da quella che il corpo di Ferri sembrava raccontare.

L’esperienza gli aveva insegnato che le morti naturali non costringono un’intera famiglia a chiudersi in un mutismo così denso da sembrare una corazza.


3 risposte a “Assaggio di un cadavere nel quinto”

  1. Avatar Roberta
    Roberta

    Molto intrigante cara scrittrice. Lascia la voglio di saperne di più.

    1. Avatar Margherita Serra

      Grazie cara lettrice, ma è noir ed ha bisogno di essere scoperto a rallentatore

  2. Avatar serena Apice
    serena Apice

    Poi ….

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