Come è nato Il cadavere nel quinto

Ci sono storie che nascono da un’idea precisa e altre che cominciano quasi per gioco. Il cadavere nel quinto è nato così, da una conversazione con Ornella e da una sfida lanciata quasi per provocarmi.

A Ornella sono sempre piaciuti i gialli. Un giorno, parlando di tutt’altro, mi disse più o meno: «Tu un giallo non saresti capace di scriverlo».

Non so se fosse una provocazione o se ne fosse davvero convinta. So soltanto che la sfida era ormai lanciata. E io l’ho raccolta.

Ho cominciato a pensare a un luogo. Non volevo una grande città, ma una piccola cittadina sull’Adriatico, uno di quei posti in cui tutti si conoscono, tutti sanno qualcosa degli altri e, soprattutto, tutti credono di sapere tutto. L’ho chiamata San Michele. Me la sono immaginata con il mare davanti e un vento che sembra non placarsi mai.

Poi è arrivato il commissario: un uomo vicino alla pensione, con molta esperienza e un metodo d’indagine tutto suo. Uno che non ha fretta, che osserva le persone più di quanto ascolti le loro parole e che ha imparato, dopo tanti anni di mestiere, a diffidare soprattutto delle cose che sembrano troppo semplici.

A quel punto mi serviva una famiglia.

Ho scelto la più in vista del paese. Quella che, vista da fuori, sembra perfetta: rispettabile, benestante, irreprensibile. Ma proprio dietro quella perfezione ho cominciato a nascondere segreti, rancori, vecchie ferite e interessi che nessuno avrebbe avuto voglia di mostrare.

Infine ho immaginato il palazzo, con una grande corte interna.

Una mattina, dentro un SUV parcheggiato nel cortile, viene trovato morto il capofamiglia.

Apparentemente non c’è nulla che faccia pensare a un omicidio. Il caso potrebbe essere archiviato in cinque minuti come una morte naturale.

Ma il commissario è un vecchio poliziotto e qualcosa non gli torna. Non tanto nel cadavere, almeno all’inizio, quanto nei vivi. Le reazioni dei familiari gli sembrano strane, poco compatibili con la perdita improvvisa di una persona tanto vicina.

E così, prima ancora di sapere se esista davvero un delitto, comincia a scavare.

È stato allora che mi sono divertita di più: ho costruito con calma ogni personaggio, gli ho dato una storia, qualcosa da nascondere e soprattutto un motivo per cui quella morte avrebbe potuto fargli comodo.

Uno dopo l’altro, tutti hanno cominciato ad avere un movente. O almeno un enorme vantaggio.

E a quel punto la sfida di Ornella non era più una sfida. Era diventata una storia.

Chi ha ucciso il capofamiglia?
È stato davvero ucciso?
E soprattutto: cosa nasconde quella famiglia così perfetta?

Questo, però, non ve lo posso raccontare.

È un noir. Se vi dicessi di più, che gusto ci sarebbe a leggerlo?


2 risposte a “Come è nato “Il cadavere nel quinto””

  1. Avatar Silvana Cortiana
    Silvana Cortiana

    Intrigante. Non vedo l’ora di leggerlo. Quando uscirà?

    1. Avatar Margherita Serra

      Cara Silvana spero presto. Sto ancora in fase di correzione e poi lo mando agli editori. Potrei anche scegliere di pubblicare con Amazon. Si vedrà. Comunque è vero è una sfida tra me ed Ornella 🥰🌻🌻🌻. Baci

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